Si chiude Teglio Poesia XVII: i saluti

Sabato 23 giugno 2018 si è conclusa la XVII edizione di Teglio Poesia con le letture dei poeti vincitori, presentate da Daniele Chiarotto e accompagnate dalla musica del Longo/Abrams Duo. Come sempre calorosa la risposta del pubblico presente, ormai affezionata a un premio che di anno in anno si sta consolidando come punto di riferimento per la poesia giovane a livello nazionale.

Le foto dell’evento.

Commenta Alessandro Zanon, consigliere del Comune di Teglio Veneto: «E’ stata un’edizione soddisfacente, in quanto ci ha consentito di mantenere un buon numero di partecipanti, i quali ci hanno dato piacevoli sorprese e soddisfazioni soprattutto negli elaborati provenienti dalle scuole, anche frutto dei laboratori che abbiamo sviluppato negli scorsi mesi proprio in diverse classi coinvolgendo gli allievi, con l’ausilio delle loro insegnanti».

«La decisione di non affidare il Primo Premio per la sezione “Under 40”» spiega il presidente della giuria Fabio Franzin «è dettata dal fatto che non si è ritenuto opportuno dare pubblicazione a delle raccolte ritenute unanimemente non ancora pienamente “mature”. Questo è anche segno dei tempi che stiamo vivendo, oltre che per noi sinonimo di serietà per il valore che vogliamo affidare alla collana di libri “Notturni diversi – Teglio Poesia”, inaugurata con la scorsa edizione per la pubblicazione della raccolta vincitrice della sezione».

L’appuntamento è ora per l’edizione n. XVIII, in programma per il biennio 2019/2020. A tutti i poeti e gli appassionati, arrivederci nel paese della poesia!

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La giuria

Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pordenone nel 1959. Ha scritto in poesia: Vose de vose / Voci di voci (Campanotto 1995), L’erba in tasca (Scheiwiller 1992), Nel buio degli alberi (la barca di Babele 2001). Ha pubblicato nel 1992 il saggio La costanza del vocativo. Lettura della trilogia di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati) e nel 1996 lo studio di esteticaLa Mimesis è finita (Mucchi). Ha curato l’Oscar Mondatori degli Scritti sulla Letteratura (2001) di Andrea Zanzotto e con Stefano Dal Bianco la pubblicazione del Meridiano Mondadori dedicato a Zanzotto: Le poesie e le prose scelte (1999). Nel 2001 è uscito il libro di narrativa Un dolore riconoscente (Transeuropa). Ha pubblicato il romanzo Tuo figlio (Mondadori 2004),  Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli 2005), Vita della mia vita (Mondadori 2006) e la raccolta di poesie Vedere al buio (Sossella editore). Nel 2009 è uscito Padroni a casa nostra (Mondadori). Nel 2011 ha vinto il Premio Viareggio-Repaci con La vanità della mente (Mondadori, 2011).

Fabio Franzin, nato nel 1963 a Milano, vive a Motta di Livenza (Treviso). Ha pubblicato in italiano una silloge di liriche (Il groviglio delle virgole, introduzione di Elio Pecora, Stamperia dell’Arancio, Grottammare, 2005) ed anche, scritti però nel dialetto veneto-trevigiano dell’Opitergino-Mottense, i seguenti libri di poesia: El coeor dee paroe, prefazione di Achille Serrao, Zone Editrice, Roma, 2000; Canzón daa provenza. E altre trazhe d’amór, Fondazione “Corrente”, Milano, 2005 (quest’opera si è meritata il Premio “Edda Squassabia”); Pare, introduzione di Bepi De Marzi, Edizioni Helvetia, Spinea, 2006; Mus.cio e roe, introduzione di Edoardo Zuccato, Le Voci della Luna, Sasso Marconi, 2007 (questo volume ha vinto il Premio “San Pellegrino Terme”, il Superpremio “Insula Romana”, il Premio “Guido Gozzano” e, al Concorso “Antica badia di San Savino”, il premio speciale della giuria); Fra but e ortìghe, Circolo culturale “Menocchio”, Montereale Valcellina, 2008; Fabrica, Edizioni Atelier, Borgomanero, 2009. Co’e man monche (Con le mani mozzate), Le voci della Luna, 2011. È autore sia dell’e-book Entità, uscito per le Biagio Cepollaro E-dizioni di Milano nel 2007, sia della raccolta in versi Erba e aria, consultabile in Dall’Adige all’Isonzo. Poeti a nord-est, un’antologia lanciata sul mercato nel 2008 dalla Fara Editore di Santarcangelo di Romagna. Suoi componimenti sono apparsi in numerose riviste o antologie e sono stati tradotti in inglese, arabo, cinese, francese, spagnolo, tedesco, sloveno.

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