I vincitori della sezione “Barba Zep” – Scuola Secondaria di Primo Grado

1. Melissa Tognetti

Ammirevole è la sua capacità di cogliere la polpa della vita entrando a partire dagli oggetti quotidiani. Il ritmo piano e i versi brevi amplificano l’attitudine a creare legami tra mondi distanti, offrendo a chi legge suggestioni per guardare la realtà in modo nuovo.

Colori PARALELLI 

Penna indelebile
cancella i miei ricordi.
Romanzo in bianco
colora il mio cielo.
Ma tu sei terra
che si prosciuga
nelle idee
di chi è stanco,
di chi,
che per scrivere favole
penne non ha.

E se muori
un nuovo specchio
mi rifletterà.

*

Specchio 

Tu
occhi fantastici
che spiano le stelle,
occhi contenti
che ridono al bimbo.

In te magia
profumata di stupore
e di innocenza
che altri
solo ricordano
in quel tempo passato
che sembra remoto
ma esistito.
Terminato quando
ti sei sentito grande.

Ma solo tu
vecchio bambino
sei capitano
della tua anima,
capitano
dei tuoi ricordi
scultore
del tuo presente.  

*

Orologio senza tempo 

Forse
non scriveremo
novelle di vita.
Tante stelle
esistono
nella tua notte.
Quanti astri
nel giorno mio.
E noi
non siamo
sole splendente,
ma canto antico
che suona
alla porta.

Cantare potrai
se ascolteremo
con gli occhi
del volere
di un nonno.

2. Samuele Biasin

Nel confronto con il fosso si delinea il ritratto di un vecchio. A prevalere sembra la differenza tra il rinnovarsi della natura e il lucido pensiero della fine, da cui traspare una saggezza straordinaria.

El vecio fos

Cufà tal canton de un fos
Vaso de creda e de busi,
la me vida.
I crep tal muso someia cuiere.
Tut me pasa davanti
Come el burin che nol te vede.
Fos, te pol eser lavorà
Da man cristiane
Mi no.
Ti te torna nase col bel temp,
al contrario mi more,
vive sol del tempo
regalà da chei altri

3. Giulia Marzinotto

Il dialetto conferisce freschezza a questa poesia sulla gioia della primavera, il cui magico rinnovarsi è scandito dalla semplice vita delle rondini.

La sixila

Sixila,
aguilon picinin e grasioxo
ch’el vola sbruntà da ‘na
bava de vento de primavera.
Quando che te rivi,
noi savemo che
la natura la se sveja
da l’inverno gelà!
Te te fa el nido in mexo ai travi
de i veci graneri.
Sensa stufate, te vola ‘n tal ciel
pien de nuvole bianche.
E dopo che te ga esplorà
el mondo,
te torni contenta al to nido.

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